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Nuovo anno, nuove intenzioni: come formulare obiettivi realistici e gentili con se stessi

Il valore di formulare obiettivi realistici e gentili con se stessi

Il passaggio da un anno all’altro rappresenta spesso un momento di riflessione e di riorientamento personale. In questo spazio di transizione si attivano desideri di cambiamento e si riaccendono sogni su ciò che si vorrebbe realizzare. Tuttavia, la tendenza a definire traguardi troppo ambiziosi o rigidi può alimentare frustrazione e senso di fallimento, soprattutto quando non si tiene conto del contesto emotivo e delle sorse interne di cui si dispone.

Formulare obiettivi realistici e gentili con se stessi permette di costruire un approccio più sostenibile al cambiamento. Questa modalità aiuta a riconoscere i propri limiti senza giudizio, favorendo un impegno più autentico e stabile nel tempo. La gentilezza con se stessi, la consapevolezza e l’ascolto dei propri bisogni sono elementi fondamentali per creare propositi che non siano solo performativi, ma capaci di nutrire davvero il benessere personale. Iniziare un nuovo anno con intenzioni che rispettano il proprio ritmo significa rafforzare la fiducia, la motivazione e senso di valore per se stessi.

Perché è importante formulare obiettivi realistici e gentili con se stessi

Formulare obiettivi realistici e gentili con se stessi è essenziale per sostenere la motivazione e il benessere psicologico nel lungo periodo. Quando le mete sono troppo elevate o distanti dalla propria realtà emotiva e pratica, il rischio è quello di attivare sentimenti di inadeguatezza, insoddisfazione o fallimento. Al contrario, stabilire obiettivi compatibili con le risorse personali consente di sviluppare fiducia nelle proprie capacità e di mantenere un senso di continuità tra desideri e azioni.

L’atteggiamento con cui ci si pone rispetto ai propri obiettivi ha un impatto diretto sull’autostima e sulla regolazione emotiva. L’approccio gentile non equivale a una rinuncia all’impegno, ma implica la capacità di accogliere eventuali difficoltà senza cadere nell’autocritica distruttiva. Si tratta di una disposizione interna che permette di riconoscere il valore dei piccoli passi e di evitare la logica del tutto o niente, spesso alla base del blocco o dell’abbandono del progetto.

Dal punto di vista psicologico, questa prospettiva promuove l’equilibrio tra spinta al cambiamento e cura di sé. Significa anche proteggere la propria salute mentale da aspettative irrealistiche e confronti costanti, creando uno spazio in cui la crescita si manifesti senza forzature. La chiarezza, unita alla gentilezza verso se stessi, diventa così la base per un’evoluzione autentica e duratura.

Formulare obiettivi realistici e gentili con se stessi per evitare le trappole del perfezionismo nei buoni propositi

Il perfezionismo rappresenta una delle principali insidie quando si cerca di formulare obiettivi realistici e gentili con se stessi. Spesso, dietro all’apparente desiderio di miglioramento, si nasconde il bisogno di controllo o un’idea troppo rigida di sé, in cui ogni deviazione dal piano stabilito viene percepita come un fallimento. Questo meccanismo può compromettere la motivazione, alimentare l’autocritica e generare uno stato di tensione costante.

I buoni propositi segnati dal perfezionismo tendono a essere estremi, poco flessibili e fondati su standard irraggiungibili. Si tratta di obiettivi che non lasciano spazio all’errore o all’adattamento e quindi non consentono di considerare i progressi come parte di un processo. Quando la realizzazione personale è legata a ideali di performance impeccabili, ogni difficoltà rischia di trasformarsi in un’occasione per svalutare se stessi.

Dal punto di vista psicologico, il perfezionismo non solo ostacola la capacità di formulare obiettivi sostenibili, ma indebolisce anche l’attenzione amorevole verso di sè, elemento cruciale per affrontare le sfide con equilibrio emotivo. Superare queste trappole significa allenare uno sguardo più indulgente, capace di accogliere i propri limiti come parte dell’esperienza umana.

Riconoscere le dinamiche perfezionistiche nei buoni propositi permette di costruire obiettivi più realistici, coerenti con le proprie risorse interne e orientati a un cambiamento graduale e rispettoso. Una postura più gentile favorisce continuità e benessere, anche quando il percorso non è lineare.

Come formulare obiettivi realistici e gentili con se stessi partendo da bisogni autentici

Formulare obiettivi realistici e gentili con se stessi richiede un punto di partenza solido: l’ascolto dei propri bisogni autentici. Spesso, i propositi personali si basano su modelli esterni o su aspettative sociali che non rispecchiano davvero ciò che si desidera. Questo scollamento tra intenzione e motivazione interna può generare frustrazione e abbandono precoce del percorso.

Quando un obiettivo nasce da un bisogno autentico, invece, si alimenta da una spinta interna coerente con la propria storia, i propri valori e il momento di vita che si sta attraversando. Un bisogno di sicurezza, per esempio, può trasformarsi in un’intenzione concreta di migliorare la gestione del tempo o di costruire confini più chiari nelle relazioni personali. La chiarezza rispetto a ciò che davvero conta consente di definire obiettivi più sostenibili, misurabili e rispettosi del proprio ritmo.

Un aspetto centrale è la possibilità di rivedere e modificare l’obiettivo lungo il percorso, accogliendo il cambiamento come parte integrante del processo. La gentilezza verso se stessi si esprime anche nella capacità di accettare l’imperfezione e di restare fedeli al bisogno, pur adattando il modo in cui ci si prende cura di esso.

Quando l’obiettivo è radicato nei bisogni autentici, risulta più facile mantenerlo nel tempo, integrarlo nella quotidianità e trasformarlo in un alleato evolutivo, anziché in una fonte di pressione.

Formulare obiettivi realistici e gentili con se stessi e le strategie psicologiche di supporto

Mantenere le intenzioni nel tempo senza scivolare nella rigidità richiede un equilibrio tra determinazione e flessibilità. L’adesione a un obiettivo non dovrebbe mai trasformarsi in un’imposizione inflessibile, ma rimanere uno strumento al servizio del benessere personale. Per sostenere questo equilibrio, esistono alcune strategie psicologiche che aiutano a consolidare la motivazione, proteggendo al tempo stesso la salute emotiva.

Una prima strategia consiste nel monitorare i piccoli progressi, valorizzando ogni passo come parte di un processo evolutivo e non come prova di efficacia. Questo approccio consente di ridurre il peso delle aspettative e di sviluppare un rapporto più compassionevole con se stessi. Fondamentale è anche la possibilità di riformulare l’obiettivo, qualora il contesto o le risorse interne dovessero cambiare.

La consapevolezza emotiva aiuta a distinguere tra la necessità di perseverare e il bisogno di fare una pausa. Integrare momenti di auto-riflessione nella routine settimanale permette di restare in ascolto e di correggere la rotta quando necessario. Non si tratta di mollare, ma di scegliere con cura le proprie energie e direzionarle in modo sostenibile.

Infine, coltivare un atteggiamento non giudicante rispetto agli errori che commettiamo evita che una momentanea difficoltà comprometta il percorso complessivo. Mantenere le intenzioni nel tempo senza rigidità significa anche accettare eventuali difficoltà, senza perdere di vista il senso profondo dell’obiettivo.

La psicoterapia presso lo studio della Dott.ssa Barbara Facchetti

La Dott.ssa Barbara Facchetti, psicologa e psicoterapeuta, propone percorsi personalizzati di ascolto e accompagnamento pensati per chi sta attraversando un momento complesso o desidera approfondire la comprensione di sé.

Dopo la laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia conseguita presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, la Dott.ssa Barbara Facchetti ha arricchito la propria formazione con workshop e training internazionali dedicati, tra le altre cose, ai disturbi d’ansia e alle dinamiche relazionali. Ha maturato oltre dieci anni di esperienza professionale all’interno dell’Unità Operativa di Psichiatria I dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano e presso l’ASST Ovest Milanese, Ospedale di Legnano.

Oggi la Dott.ssa Facchetti svolge la propria attività clinica come libera professionista a Legnano, Rho e anche in modalità online. Per ricevere maggiori informazioni o per fissare un primo colloquio conoscitivo, è possibile contattarla direttamente cliccando qui.